Giovanna d'Arco
Controverso è un aggettivo che ricorre
spesso nelle cronache riferito a personaggi che dividono l’opinione pubblica,
scatenando facilmente in quest’epoca maledizioni, improperi e censure. Anche
esprimere on line un parere su fatti apparentemente marginali può esporre al
rischio di reazioni belluine che definire ingiustificate è poco. Stendiamo poi
un velo pietoso sui sentimenti di odio feroce scatenatisi durante la cosiddetta
pandemia che per altro non accennano a placarsi.
Attualità a parte, in soccorso di
chi non realizza l’unanimità di consensi giunge un testo che, almeno per quanto
mi riguarda, risolve le controversie piuttosto che accenderle:
"Guai a voi quando tutti parleranno bene di
voi" Lc. 6:26
Non si tratta certo di un invito a voler
rendersi invisi ad ogni costo ma è la constatazione che in questo mondo, e
specie in questo periodo, è lo spirito di divisione e di polemica che regna, e
neanche la santità più specchiata è accolta con serenità.
Se poi si parla di argomenti attinenti la
Tradizione, come l’intera opera di Guénon, l’ostilità dell’ambiente diventa
quasi una garanzia che ci si stia muovendo nella giusta direzione:
"...quantunque le circostanze difficili o
dolorose siano per certo, come dicevamo poco fa, comuni alla vita di tutti gli
uomini, capita piuttosto di frequente che coloro che seguono una via iniziatica
le vedano moltiplicarsi in modo insolito. Questo fatto è, assai semplicemente,
dovuto a una sorta di ostilità inconsapevole dell’ambiente, ostilità a cui
abbiamo già avuto modo di fare allusione in precedenza: sembra che questo
mondo, intendiamo l’insieme degli esseri e delle cose stesse che costituiscono
l’ambito dell’esistenza individuale, si sforzi in tutti i modi di trattenere
chi stia accingendosi a sfuggirgli; reazioni simili tutto sommato sono
perfettamente normali e comprensibili, e per quanto possano essere sgradevoli
non è certamente il caso di stupirsene." (C.I. c. 25 p. 207)
Per restare ad anni recenti, San Pio da
Pietrelcina (1887-1968), che si spese anche per realizzare opere di bene per i
posteri, come fondare l’ospedale Casa sollievo della sofferenza, fu da alcuni
classificato come un perturbato psichico alla luce della teoria che siamo
tutti, con gradazioni diverse, un po’ matti. La profanità quando non coglie il
senso di certi comportamenti ha pronta la diagnosi di pazzia.
Se ci spingiamo ad analizzare il percorso di
una fanciulla che nel XV secolo, senza superare i vent’anni, riesce a comandare
un esercito di uomini, a far incoronare un re e a modificare i destini di una
disputa secolare, ci aspettiamo forse un coro compatto di elogi? Basterebbe la
tragica conclusione della sua esistenza per capire come va il mondo.
LA GUERRA DEI
CENT’ANNI
Qual era il conflitto in cui si trovò
coinvolta? La guerra dei cent’anni (1337–1453), che ha segnato l’assetto
europeo per più di un secolo in seguito a questioni dinastiche e di potere che
dividevano la corona inglese da quella francese.
Per le
cause scatenanti possiamo risalire al matrimonio tra Enrico II d’Inghilterra
(1133-1189) ed Eleonora d’Aquitania (1122–1204), che conferì al monarca inglese
le cariche di Duca d’Aquitania e di Guascogna e di Conte di Poitiers, ovvero il
potere su una buona parte del territorio francese. Il chiaro intento da parte
della corona di Francia di riunificare il proprio territorio portò anche a
conflitti aperti, come tra Filippo Augusto (1165-1223) e Giovanni Senza Terra
(1166-1216) con la sconfitta di quest’ultimo nella battaglia di Bouvines (1214).
La prima fase della guerra dei cent’anni vide come protagonisti Filippo VI di Valois, giunto alla corona francese in seguito all’estinzione della dinastia capetingia[1] e Edoardo III d’Inghilterra che, essendo nipote di Filippo IV il Bello per parte di madre, accampava diritti sul regno di Francia.
Quindi da una parte la volontà di unificare e
rafforzare la Francia, e dall’altra il desiderio di annettere più territori
continentali alla corona inglese. Anche le Fiandre, fondamentali per il
commercio e il trattamento delle lane inglesi, entrarono nella contesa.
Fondamentale fu la questione della Guienna, o
Aquitania, sottoposta a Edoardo III costretto però al vassallaggio nei
confronti di Filippo VI, cui avrebbe dovuto perciò rendere omaggio.
1337-1360 la guerra edoardiana, con successi di
parte inglese, come le battaglie di Crécy (1346) e Poitiers (1356); con la pace di
Brétigny (1360) l’Inghilterra, pur rinunciando alla corona francese, ottiene la
Francia sud-occidentale – in pratica la Guienna - , Calais e un riscatto per
liberare il re Giovanni II.
1415–1429
la guerra dei Lancaster; centrale la battaglia di Azincourt (1415) in cui il
40% dei nobili francesi perì ad opera dell’esercito inglese guidato da Enrico
V. Nel 1420 fu stipulato il trattato di Troyes che escludeva il Delfino Carlo
VII dalla corona francese che sarebbe invece andata ai figli della coppia
Enrico V e Caterina di Valois, figlia di Carlo VI.
1429-1453 parte conclusiva, che vide sostanzialmente un rafforzamento oggettivo della Francia, per cui un impulso decisivo, specie per l’erede al trono Carlo VII, venne da Giovanna.
LE SUE IMPRESE
MILITARI
Nel 1429, prima dell’irruzione di Giovanna
sulla scena, la situazione per la parte francese era decisamente negativa, e in
procinto di peggiorare. Debole in particolare era la posizione del Delfino,
Carlo VII, delegittimato dal trattato di Troyes (1420) ricordato sopra.
La città di Orléans subiva da mesi
un assedio e il reggente inglese, Giovanni Plantageneto, zio del re, stava
avanzando nel Ducato di Bar governato da Renato d'Angiò, cognato di Carlo.
La situazione si presentava senza sbocchi apparenti fino a quando non comparve,
proveniente dal villaggio di Domrémy (attualmente Domrémy-la-Pucelle) la giovane
Giovanna d'Arco, ispirata da voci
celesti per compiere la missione di salvare la Francia e allontanare gli
Inglesi. Ella si recò a Vaucouleurs per ottenere una scorta per raggiungere la corte del re a Chinon. Il capitano, Robert de Baudricourt, cedette solo alla terza udienza per
cui il 10 marzo 1429 la ragazza arrivò a destinazione.
Il
giorno dell’incontro si dice che Giovanna riuscì a riconoscere Carlo che si era
confuso tra gli astanti, nonostante non lo avesse mai visto prima. Carlo
fu convinto sia dall’eloquenza e dalla decisione della Pulzella, sia dal fatto
che avesse superato due verifiche di tipo teologico a Chinon e a Poitiers, e
quindi si risolse ad affidarle un esercito forte di 4000 uomini, fatto
inusitato per l’epoca.
La fiducia fu ben riposta perché finalmente,
l’8 maggio, a sette mesi dall’inizio, fu tolto l’assedio a Orléans[2] sventando la minaccia
inglese. Dopo che i francesi ebbero vinto la Battaglia di Patay il 18 giugno,
preceduta nello stesso mese da altre vittorie[3], il delfino Carlo fu
incoronato re di Francia nella cattedrale di Reims il 17 luglio
1429, con il nome di Carlo VII. Da quel momento le sorti di Giovanna mutarono
perché le sue insistenze per proseguire i combattimenti non ebbero più grande
seguito, anche perché il sovrano aveva già ottenuto un grande risultato con la
sua consacrazione. In particolare il tentativo di riconquistare Parigi l’8
settembre fu un pesante insuccesso.
Giovanna fu catturata a Compiègne dai
Borgognoni e venduta dagli stessi ai loro alleati inglesi. Il
processo farsa la condannò al rogo il 30 maggio 1431. Fa specie tutt’ora che
Carlo VII l’abbia lasciata al suo destino senza cercare di intervenire; alcune
fonti storiografiche indicherebbero però l’invio da parte sua di due suoi
capitani, La Hire e il Bastardo d'Orléans, per tentare di sottrarla alla
prigionia.
Uno degli argomenti più battuti negli
interrogatori fu la questione delle voci ultraterrene udite da Giovanna, che le
facevano da guida. Le fu chiesto insistentemente di chi fossero, quanto le
tenesse in considerazione e come la ispirassero. Emersero le figure di due
sante dei primi secoli del Cristianesimo, Santa Margherita e Santa Caterina
d’Alessandria, entrambe martiri, e San Michele Arcangelo.
SANTA MARGHERITA
Santa Margherita (o Marina) nacque ad
Antiochia in Pisidia, nell’attuale Turchia, nel 275. Figlia di due genitori
pagani, con il padre Edesmo sacerdote del culto, per la morte precoce della
madre fu allevata da una balia che la educò segretamente al Cristianesimo,
facendola battezzare. Scacciata di casa dal padre a causa della sua fede tornò
dalla balia dedicandosi ai lavori nei campi. Notata dal governatore della
provincia ella lo rifiutò palesandosi come cristiana, mossa molto coraggiosa
nel periodo delle persecuzioni di Diocleziano e Massimiano.
Incarcerata fece molti prodigi tra cui
squarciare il ventre di un drago che l’aveva inghiottita e resistere a varie
torture. Diffondendosi la sua fama, il governatore decise di decapitarla il 20
luglio del 290. La sua capacità anche dialettica di reggere le insidie della
prigionia nonché la giovanissima età la avvicinano a Giovanna. È protettrice delle
donne incinte ed è invocata per un parto senza complicanze.
SANTA CATERINA
D’ALESSANDRIA
Anch’essa giovanissima, diciottenne, e molto
bella, subì il martirio a opera del futuro “Augusto” Massimino, allora governatore
di Egitto e Siria. Era il 305 e ad Alessandria dovevano svolgersi feste in
onore degli idoli con dovizia di offerte sacrificali, obbligatorie per tutti.
Santa Caterina affrontò il governatore negando l’utilità di quella ritualità e
invocando la figura di Cristo Redentore. Massimino, non venendo a capo
dell’eloquenza della fanciulla, convocò i dotti più preparati per riuscire a sopraffarla.
Il risultato fu opposto perché avvenne la conversione dei saggi che
affrontarono così il martirio. Destino che subì anche Santa Caterina tramite
decapitazione, dopo tentativi andati a vuoto per intervento divino, come essere
straziata da un ruota con lame che spesso l’accompagna nell’iconografia. Viene
festeggiata il 25 novembre ed anch’essa, nel suo tener testa a un consesso di
uomini saggi o presunti tali anticipa la vicenda di Giovanna.
SAN MICHELE
ARCANGELO
Viene festeggiato il 29 settembre assieme agli
arcangeli Raffaele e Gabriele. Il suo nome deriva da “Mi-ka-El” ovvero “chi
è come Dio?”
Citato varie volte nell’Apocalisse di
Giovanni, è a capo delle schiere celesti nella battaglia contro il drago:
Celebri sono diversi suoi luoghi di culto, come l’abbazia di Mont Saint-Michel
nella Manica, la Sacra di San Michele in provincia di Torino e il santuario a
lui dedicato a Monte Sant’Angelo sul Gargano in provincia di Foggia.
Castel Sant’Angelo a Roma, originariamente Mausoleo dell’Imperatore
Adriano, deve la sua attuale denominazione alla visione avuta da Papa Gregorio
Magno nel 590 dell’Arcangelo Michele nell’atto di rinfoderare la sua spada per
sancire la fine di una grave pestilenza. In seguito a ciò dapprima vi fu eretta
una chiesa e poi, nel XIII secolo, una statua dell’Arcangelo, a fissare il
luogo della benefica visione.
La versione attuale risale al 1753, ad opera di
Pieter Antoon Verschaffelt..
COME L’HANNO VISTA
Passo in rassegna alcune delle numerose
rappresentazioni letterarie, teatrali o filmiche di Giovanna.
Voltaire – La pucelle d’Orléans. (La pulzella d’Orléans)
“Il
grande delitto di Voltaire è l’abuso del talento e la prostituzione consapevole
di un genio creato per celebrare Dio e la virtù. Egli non può addurre come
scusante, al pari di tanti altri, la giovinezza, l’imprevidenza, la forza
trascinante delle passioni, e neppure la triste debolezza della nostra natura.
Nulla lo assolve; la sua corruzione è di un genere che appartiene soltanto a
lui, si radica nelle più nascoste fibre del suo cuore e si fortifica con tutte
le forze del suo intelletto. Sempre alleata al sacrilegio, sfida Dio perdendo
gli uomini.”[5]
A confermare tale giudizio, sta il
componimento La pucelle d’Orléans,
opera giovanile scritta presumibilmente nel 1730 e pubblicata solo nel 1899. I
21 canti in cui è suddivisa sono infarciti di blasfeme parodie che non vale la
pena di rimembrare.
Santa Teresa di Lisieux, Cantico per domandare la canonizzazione di Giovanna d’Arco, 1894.
Canonizzata da Pio XI il 17 maggio 1925, nel
1997 le fu conferito da Giovanni Paolo II il titolo di Dottore della Chiesa.
Sviluppò una particolare devozione per
Giovanna, all’epoca non ancora beatificata, vedendo nella sua figura uniti
spirito guerriero e santità. Ne invocò perciò il ritorno in un periodo particolare
per la storia francese, dopo la disfatta di Sedan.
Il Cantico per domandare la canonizzazione della
Venerabile Giovanna d’Arco è
un componimento in rima alternata comprendente diciotto quartine di cui tredici
strofe e cinque ritornelli[6].
Film: Procès de Jeanne d'Arc di Robert Bresson (Titolo italiano: Il processo di Giovanna d’Arco) 1962
Esponente del minimalismo, Robert Bresson (1901-1999) non concede nulla alla spettacolarizzazione e, grazie all’ottima prova della protagonista Florence Delay (1941-2025) restituisce l’immagine di un personaggio forte e dolce allo stesso tempo, che non ha bisogno di urlare per tener testa ai suoi aguzzini.
Film: The Messenger: The Story of Jeanne d’Arc di Luc Besson (Titolo italiano: Giovanna d’Arco) 1999
Bisogna dare atto al regista Luc Besson (Nikita (1990), Léon (1994), Lucy (2014)) di portare avanti con coerenza, mostrata fin dal manifesto del film, la tesi che Giovanna fosse un’invasata isterica accecata dalla sete di vendetta contro gli Inglesi. Senza neanche sfiorare la possibilità che la vicenda di Giovanna possa essere stata ispirata da Dio, Milla Jovovic, la protagonista, assume costantemente un registro sopra le righe e la provenienza delle voci ispiratrici, personificate in modo sinistro, appare decisamente infra-umana.
Insomma, quando l’orizzonte è aperto solo
verso la sfera psichica[7], si rischiano grosse
confusioni fino al ribaltamento della realtà, negando che possano esistere
persone mosse veramente dallo Spirito.
GUÉNON E VÂLSAN
René Guénon fa solo qualche accenno a
Giovanna, dimostrando comunque di tenerla in alta considerazione.
In Considerazioni sull’Iniziazione, nega in
una nota che, nel caso di Giovanna, si possa parlare di misticismo: “e il Loisy si stupisce inoltre
giustamente, di vedere Giovanna d’Arco classificata fra i mistici.”[8]
In un’altra lettera si sofferma
sull’invocazione al “Re del Cielo”, che ritroviamo nel poemetto di Santa Teresa
di Lisieux citato prima:
Ier Refrain
Par ta Puissance
O Roi du Ciel
Donne à Jeanne de France
L'Auréole
et l'Autel!
À propos de ces choses qui se sont
maintenues jusqu’à la fin du moyen âge, avez-vous trouvé quelque part une
expression ayant exactement le sens de “Roi du Ciel” ? Celle-ci joue un
rôle important dans l’histoire de Jeanne d’Arc, et certains la considèrent comme le titre du chef d’un
certain centre spirituel qui, à cette époque, aurait existé encore quelque part
en Europe, sans qu’on paraisse d’ailleurs pouvoir le localiser d’une façon
précise. Je me demande s’il n’y a pas un rapprochement à faire avec les noms
tels que Caliman, Karaiman, etc., dont le sens est en tout cas voisin de
celui-là.[13]
In un'altra missiva
collega la fonte spirituale di Giovanna con l’attività della Lega Cattolica, o
Lega Santa. Si trattò di un’alleanza cattolica occasionata dalla Pace di
Beaulieu (1576) con l’intento di combattere le forze protestanti. Fu sostenuta
da Papa Sisto V,
Caterina de' Medici e Filippo II di Spagna e ai suoi vertici stavano i membri
della casata dei Guisa, Enrico (1550-1588), il Cardinale Luigi (1555-1588) e
Carlo (1554-1611)
La Ligue paraît bien avoir été la dernière manifestation extérieure de ce qui, antérieurement, s’était manifesté aussi dans la “mission” de Jeanne d’Arc ; je ne pense pas qu’on puisse parler proprement de R+C en ce cas ; mais le rôle des Guise n’en serait pas moins certainement intéressant à étudier, bien que cela encore ne paraisse pas facile à éclaircir complètement.[14]
L’autore intese approfondire dal punto di
vista esoterico la vicenda di Giovanna, fornendo molti spunti, alcuni dei quali
sorprendenti.
“…è
chiaro, da una prospettiva tradizionale della storia, che la Pulzella fu il
supporto di un intervento celeste nell’ordine sacro dei poteri temporali dell’Occidente,
o più esattamente della funzione regale.” (p. 12)
“Giovanna
parla più volte del «Santo Regno di Francia» (p. 13)
Enigmatica resta la questione del segno
ricevuto da Carlo su cui Giovanna mantiene il più stretto riserbo così come sulla
corona trasportata da un angelo che fu conferita nella versione esoterica dell’incoronazione,
visibile da pochi.
La richiesta formulata al Re da Giovanna è
per altro esplicita: “«che facesse dono
del suo Regno al Re del Cielo, e dopo questa donazione il Re del Cielo si
sarebbe comportato con lui come con i suoi predecessori e lo avrebbe restaurato
com’era anteriormente».” (p. 17)
In
questa rigenerazione entrava anche l’interesse di Giovanna a salvaguardare il
sangue reale nobiliare per contrapporsi agli esiti particolarmente cruenti di
diverse battaglie della Guerra dei Cent’anni, come Azincourt (1415).
Lo stesso Carlo VII doveva possedere particolari
qualificazioni sia per essere stato prescelto per questo disegno di rinascita
della regalità sia per essere al centro di fenomeni particolari come il segno
ricevuto in circostanze misteriose.
La considerazione della Pulzella nei
confronti del Re è evidente in queste parole: «So bene che Dio ama più il mio
re ed il Duca di Orléans [di quanto non ami] me, per il bene del loro corpo! Lo
so perché mi è stato rivelato». (p. 23)
Gli sviluppi successivi alla cattura di
Giovanna costituiscono, per l’autore, la sua seconda missione, volta ad
incidere stavolta sulla corona inglese. Santa Caterina le rivelò: «Senza dubbio bisognerà che voi prendiate
tutto con pazienza; non sarete liberata fino a che non avrete visto il Re degli
Inglesi». (p. 27)
Come sappiamo non riuscì nel suo intento,
anche se la liberazione di Carlo di Valois nel 1440, e l’allontanamento degli
Inglesi, completato nel 1453 a parte il presidio di Calais, furono ottenuti
dopo la sua morte.
Le sue imprese e l’infame processo che subì appaiono
preordinati in un disegno celeste come traspare dalle sue stesse parole: «Sono venuta a cospetto del Re di Francia per
conto di Dio, della Vergine Maria, tutti i santi e le sante benedetti del
Paradiso, della vittoriosa Chiesa Celeste e su loro ordine». (p. 35)
Diversi aspetti rafforzano l’idea che
Giovanna seguisse una missione di cui era pienamente consapevole anche grazie
al suo continuo contatto con le “Voci”. Ella dichiarò molto significativamente
agli inquisitori che le chiedevano come facesse a esser sicura che il suo
interlocutore fosse San Michele Arcangelo: «Per
il suo modo di parlare e per la lingua degli angeli! Credo fermamente che fossero
angeli!».[15]
(p. 40)
Le forze che si sono contrapposte a Giovanna
non possono che emanare dalla contro-iniziazione. L’autore segnala due personaggi
particolarmente attivi, il Vescovo di Beauvais Pierre Cauchon, che presiedeva, arcigno
e implacabile, il processo, ed Enrico di Beaufort, cardinale di Winchester,
Cancelliere del Regno. (p. 45 n. 28)
Il testo contiene altre riflessioni che
valgono la pena di essere lette e approfondite per vedere sotto un’altra luce
la Pulzella d’Orléans.
L’estate scorsa, il 9 agosto, è stato rappresentato il processo a Giovanna d’Arco nella suggestiva sede della Chiesa di San Nicolò a Bajardo. L’iniziativa, nell’ambito delle Bajardo Lectures, ha portato in scena il serrato duello tra l’inquisitore Pierre Cauchon e Giovanna. Si può vedere a quest’indirizzo:
BIBLIOGRAFIA
· F. Cardini, M. Montesano, Storia medievale, Le Monnier, Firenze 2019
F. Cardini, Giovanna
d’Arco. La vergine guerriera, Mondadori, Milano 2013
P. Contamine, La Guerra dei Cent'anni, il Mulino, Bologna 2013
Jacopo da Varagine, Leggenda Aurea, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1990
A. Cattabiani, Simboli,
Miti e Misteri di Roma, Newton Compton, Roma 2016
N. Salvaneschi, Giovanna
d’Arco, Edizioni Corbaccio, Milano 1930
C. Beaune, Jeanne d’Arc,
Editions Perrin 2009
R. Pernoud, La
spiritualità di Giovanna d’Arco, Jaca Book, Milano 1999
C. Peguy, I misteri di
Giovanna d’Arco, Parole d’Argento Edizioni 2000
T. Cremisi (cur.), Il processo di condanna di Giovanna d’Arco, SE, Milano 2000
Voltaire, La
pucelle, Paris 1858
J. Anouilh, L’alouette,
La table ronde 1995
M. Vâlsan, Giovanna
d’Arco, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 1986
C.I. : Considerazioni sull’Iniziazione, Luni, Milano 1996
I.R.S. :
Iniziazione e Realizzazione Spirituale, Studi Tradizionali, Torino 1967
S.M.C.2 : Studi sulla Massoneria e il Compagnonaggio vol.2, Arktos – Oggero Editore, Carmagnola 1991
SITOGRAFIA
https://www.repubblica.it/online/cinema_recensioni/giovannadarco/giovannadarco/giovannadarco.html Recensione del film di Luc Besson
https://www.youtube.com/watch?v=p-60P_QVqMQ
Video-recensione del film di Luc Besson (fr.)
https://www.youtube.com/watch?v=tCN0fpk_zFA Sul Vescovo Cauchon (fr.)
[1] Alla morte
nel 1328 di Carlo IV, ultimo dei tre figli di Filippo IV che si erano succeduti
sul trono, non vi erano eredi diretti maschi per cui si attinse al ramo cadetto
dei Valois.
[2] Giovanna fu
ferita, anche se non gravemente.
[3] L’assedio di
Orléans, Jargeau, Meung-sur-Loire, Beaugency e Patay compongono la “Campagna
della Loira”.
[4] Sempre secondo la tradizione islamica,
l’essere che è passato dall’altra parte del barzakh è in qualche modo l’opposto degli esseri ordinari (e
questa è ancora una stretta applicazione del senso inverso dell’analogia tra
l’«Uomo Universale» e l’uomo individuale): «se cammina sulla sabbia, non lascia
tracce; se cammina sulla roccia, i suoi piedi vi lasciano l’impronta. n.1: Ciò
ha un evidente rapporto con il simbolismo delle «impronte di piedi» sulle
rocce, che risale alle epoche «preistoriche» e che si ritrova in quasi tutte le
tradizioni; senza abbordare considerazioni troppo complesse su questo soggetto,
possiamo dire che, in generale, queste impronte rappresentano la «traccia»
degli stati superiori nel nostro mondo. (I.R.S. c. 30 p. 254)
[5] J. De
Maistre, Le serate di San Pietroburgo,
Rusconi, Milano 1986, p. 199.
[7] v. La confusione tra psichico e spirituale
cap. 35 de Il Regno della Quantità….
[8] C.I. c. 1 p.
17 n. 1.
[9] S.M.C.2 c. 3 p. 18
[10] Insigne
studioso della Tradizione, intrattenne una corrispondenza con Guénon dal 1934
al 1940. Approfondì in particolare il ruolo della Romania come sede di centri
iniziatici ricollegati alla tradizione iperborea. Aderì all’Islam e al Sufismo,
in sintonia con Michel Vâlsan
[11] Realizzazione ascendente e realizzazione
discendente, cap. XXXII di Iniziazione e realizzazione spirituale.
[15] Cfr. La lingua degli uccelli, cap. 7 de Simboli della Scienza Sacra.
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