Il Re del Castello di Gai Eaton
Gai Eaton (1921 – 2010) nato in Svizzera da
famiglia britannica, ex-diplomatico legato all’Islam sunnita e al Sufismo, Hasan
Le Gai Eaton fu per oltre vent’anni figura di riferimento della Moschea
Centrale e del Centro Culturale islamico di Londra, nonché uno dei principali
portavoce dell’Islam tradizionale nel mondo anglosassone.
Il suo saggio Re del Castello: Scelta e Responsabilità nel Mondo Moderno è una
meditazione straordinaria e penetrante sulla condizione spirituale dell’uomo
moderno.
Pubblicato alla fine degli anni Settanta del
secolo scorso, Re del Castello può
essere considerato oggi ancora più attuale e pressante: come una chiamata
urgente a riconnettersi con la realtà trascendente, per riscoprire l’essenza
spirituale dell’essere umano, troppo spesso oscurata dalle distrazioni
aberranti dell’epoca postmoderna. Un invito a onorare responsabilmente la
regalità insita in ogni uomo.
Traduzione di Eduardo
Ciampi e di Marco Pavoloni (dalla terza di copertina)
SOMMARIO
Introduzione
Città Irreali
Il Prezzo del
Benessere
Libertà e
Obbedienza
L’Uomo nella
Società
L’Essere Umano
quale Reggente
La Conoscenza
e le sue Contraffazioni
L’Unica
Tradizione che abbiamo
Cosa siamo, Dove siamo
Riporto, grazie all’editore Lorenzo Casadei, alcuni stralci del testo, avendo avuto l’imbarazzo della scelta di fronte a tali e tanti spunti illuminanti. I titoli sono stati aggiunti.
Questo libro esplora in particolare il
significato dell’essere umano, nella sua natura intrinseca, alla luce della
visione tradizionale. Non esiste alcuna possibilità di confronto tra questa
prospettiva e l’immagine che l’uomo moderno vede riflessa nello specchio:
l’immagine di un essere dotto di
intelligenza, nato per sfruttare le risorse della terra, tanto per il proprio
piacere quanto al servizio della collettività, fino all’estinzione della sua
scintilla, inghiottita dall’oscurità che inevitabilmente lo avvolge. Nella
visione tradizionale la realizzazione della funzione umana consiste nel vivere
come ‘simbolo’ piuttosto che come individualità transitoria: un granello di
polvere tra innumerevoli altri, sospeso per un attimo in un raggio di sole;
vivere in questo modo significa in un certo senso incarnare l’essenza
dell’uomo, elevando il proprio essere fino al cielo e abbracciando l’orizzonte
più lontano. (Introduzione p. 22)
Magnifiche
sorti e progressive, la convinzione alla base della modernità
Tra le
molte lezioni fuorvianti che vengo instillate nei bambini nelle scuole, dove le
ipotesi della scienza contemporanea sono presentate come se fossero fatti
indiscutibili, una delle peggiori è la ‘lusinghiera’ finzione che la nostra
epoca rappresenti la condizione ‘adulta’ dell’umanità. Nei libri illustrati,
vediamo i nostri villosi antenati scoprire il fuoco, i nostri infantili ma promettenti
predecessori inventare macchine primitive, mentre noi stessi ormai saggi e
intelligenti viaggiamo a velocità vertiginose verso un paradiso terreno.
Implicitamente (ma non in maniera esplicita poiché sarebbe troppo scomodo) si
suggerisce l’immagine dell’uomo occidentale che porta doni di conoscenza e
civiltà ai popoli meno fortunati di lui. (p.56)
L’amore
cieco
Corriamo ancora il rischio di un grave
errore se neghiamo il diritto dell’amore umano a sospendere il giudizio,
naturalmente senza invalidare il giudizio nel suo contesto limitato. Un amore
cieco alle azioni di un particolare individuo ha comunque una certa precedenza
in virtù della nobiltà della sua origine. La ragazza sciocca che ama un
criminale, inconsapevole delle conseguenze di quei fatti che la potrebbero colpire
direttamente, o l’uomo sciocco che ama una prostituta e la suppone casta, sanno
più di quanto credano, e molto di più di quanto si creda sappiano. (p. 149)
Il
ruolo centrale dell’Uomo
Che
cos’è l’uomo alla luce delle dottrine che ne hanno sorretto l’esistenza lungo i
secoli? Secondo i cristiani, egli è creato a immagine di Dio. Per i musulmani,
egli è il Reggente posto da un Maestro trascendente sulla creazione e all’interno
di essa. Per gli indù, il suo nucleo più profondo è tutt’uno con l’eterno e
infinito Brahman, al di sotto del quale esistono solo segni e ombre: “Tu sei quello!”
e per innumerevoli popoli ‘primitivi’ egli è l’essere centrale che, a
differenza di qualsiasi altra cosa nella creazione che lo circonda, ha il
potere di viaggiare avanti e indietro come messaggero tra cielo e terra. Noi –
quale umanità – lo abbiamo finora ritenuto tra tutti coloro che godono della
luce del giorno a poter parlare, con il permesso del suo Signore, con il potere
dell’autorità suprema. (p.155)
Agnosticismo
È difficile misurare la malvagità e
stabilirne i gradi, ma coloro che si prefiggono di persuadere i propri simili
che il mondo non è altro che un agglomerato insensato di di particelle
materiali – o l’interazione cieca di minuscoli quanti di energia – totalmente
separato dall’essere interiore dell’uomo, e che non vi sia alcuna gioia in
nessun luogo, nessuno sforzo spirituale da compiere, nessuna meta eterna da
raggiungere, hanno compiuto qualcosa davanti alla quale nessun massacro d’innocenti
può reggere il confronto. Come l’ex comandante di Auschwitz, questi sabotatori
di ponti sono stati, per la maggior parte, persone ben educate, che hanno
tenuto le mani lontane dai beni e dalle mogli del prossimo; e ciò, come in tanti
altri casi, rende infantili le concezioni morali dominanti (p.200)
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